Benedetto XVI dichiara Venerabile Álvaro del Portillo

Il Santo Padre Benedetto XVI ha autorizzato questa mattina la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare decreti relativi a 16 cause di canonizzazione. Tra questi il decreto sulle virtù eroiche del vescovo Álvaro del Portillo (1914-1994), Prelato dell’Opus Dei.

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Opus Dei - Benedetto XVI dichiara Venerabile Álvaro del Portillo Il venerabile Álvaro del Portillo.

Un sacerdote di pace e di lealtà

Alla notizia dell'annuncio fatto questa mattina dalla Sala Stampa della Santa Sede, il Prelato dell'Opus Dei, Mons. Javier Echevarría, ha manifestato “gratitudine a Dio per questo pastore esemplare che amò il Signore e la sua Chiesa”.  E ha aggiunto: “Don Álvaro è ricordato da tanti uomini e donne come una persona, un sacerdote, di pace e leale al suo impegno di amore di Dio, molto unito alla Chiesa e al Romano Pontefice. Seppe servire con gioia e completa generosità san Josemaría Escrivá e i suoi fratelli, poi figli, dell'Opus Dei, i parenti, gli amici e i colleghi. Con la sua predicazione aiutò a trovare la felicità, nella fedeltà a Cristo, centinaia di migliaia di persone nei vari Paesi che visitò nei suoi viaggi pastorali.” 

Mons. Echevarría, principale collaboratore del nuovo venerabile dal 1975 al 1994, lo descrive come una persona che "irraggiava pace, gioia, semplicità, spirito cristiano e visione apostolica".

(Si può leggere la dichiarazione completa alla fine di questo comunicato).

Cenni biografici

 Álvaro del Portillo nacque a Madrid l’11 marzo 1914, terzo di otto fratelli. Era dottore in ingegneria civile, in Lettere e in Diritto Canonico. Nel 1935, a 21 anni, entrò a far parte dell’Opus Dei. Ben presto san Josemaría trovò in lui il collaboratore più valido. Il 25 giugno 1944 fu ordinato sacerdote; da allora si prodigò nel compimento del ministero.

Nel 1946 si trasferì a Roma. Con la sua attività intellettuale accanto a san Josemaría e con il suo lavoro nella Santa Sede ha elaborato una profonda riflessione sul ruolo e la responsabilità dei fedeli laici nella missione della Chiesa attraverso il lavoro professionale e le relazioni sociali e familiari. Tra il 1947 e il 1950 ha avviato le attività apostoliche dell’Opus Dei a Roma, Milano, Napoli, Palermo e in altre città italiane. Ha promosso attività di formazione cristiana e ha offerto i suoi servizi sacerdotali a numerose persone.

Dal pontificato di Pio XII fino a quello di Giovanni Paolo II ha svolto diversi incarichi nella Santa Sede. Ha partecipato attivamente al Concilio Vaticano II ed è stato per molti anni consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Il 15 settembre 1975, a pochi mesi della scomparsa del fondatore, don Álvaro è stato eletto primo successore alla guida dell’Opus Dei. Il 28 novembre 1982, quando il beato Giovanni Paolo II ha eretto l’Opus Dei in prelatura personale, lo ha designato Prelato e il 7 dicembre 1990 lo ha nominato vescovo. Negli anni in cui ha guidato l’Opus Dei, promosse l’inizio delle attività pastorali della Prelatura in 20 nuovi paesi. Come Prelato dell’Opus Dei ha incoraggiato anche l’avvio di numerose iniziative social ed educative.

All’alba del 23 marzo 1994, poche ore dopo il rientro da un pellegrinaggio in Terra Santa, il Signore lo ha chiamato a Sé. Dopo la sua morte, migliaia di persone hanno testimoniato la sua bontà, il calore del suo sorriso, la sua umiltà, la sua audacia soprannaturale, la pace interiore comunicata dalle sue parole.

Storia della causa Il 19 febbraio 1997 Mons. Flavio Capucci è stato nominato postulatore della Causa di canonizzazione di Mons. Álvaro del Portillo. Si sono svolti due processi in parallelo. Uno presso il Tribunale della Prelatura dell’Opus Dei, e l’altro di fronte al Tribunale del Vicariato di Roma. I due tribunali hanno condotto le proprie indagini rispettivamente dal 5 marzo 2004 al 26 giugno 2008 e dal 20 marzo 2004 al 7 agosto 2008.

Inoltre, dato l’elevato numero di testimoni residenti lontano da Roma, sono stati istruiti otto processi per rogatoria a Madrid, Pamplona, Fatima-Leiria, Montreal, Washington, Varsavia, Quito e Sidney. In totale sono stati ascoltati 133 testi (tutti de visu, tranne due che hanno raccontato di due miracoli attribuiti al Servo di Dio). Tra questi 19 cardinali e 12 vescovi e arcivescovi. Dei testimoni, 62 erano fedeli della Prelatura, gli altri 71 no.

Il 2 aprile 2009 la Congregazione delle Cause dei Santi ha decretato la validità degli atti processuali e il 12 giugno ha nominato Relatore della Positio P. Cristoforo Bove O.F.M. Conv. La Positio è stata presentata il 19 febbraio 2010: si tratta di 3 volumi (Informatio, Summarium e Biographia documentata) per un totale di 2.530 pagine.

Il giorno 10 febbraio 2012, la riunione di Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi, ha dato risposta unanime positiva alla domanda sull’esercizio eroico delle virtù da parte del Servo di Dio Mons. Álvaro del Portillo. Al termine del dibattito, è stato auspicato che questo vescovo possa giungere presto alla beatificazione. Allo stesso modo si è pronunciata la Congregazione Ordinaria dei Cardinali e dei Vescovi il 5 giugno 2012.

Il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, ha presentato al Romano Pontefice una relazione dettagliata di queste fasi. Oggi, 28 giugno 2012, Benedetto XVI ha accolto e ratificato il voto della Congregazione delle Cause dei Santi e ha dato mandato di pubblicare il Decreto attraverso il quale dichiara Venerabile Mons. Álvaro del Portillo.

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Alla notizia dell'annuncio fatto questa mattina dalla Sala Stampa della Santa Sede, il Prelato dell'Opus Dei, Mons. Javier Echevarría, ha manifestato quanto segue:

           La dichiarazione circa le virtù eroiche di Mons. Álvaro del Portillo è motivo di gratitudine a Dio: gratitudine per questo pastore esemplare che amò il Signore e la sua Chiesa, e coloro con cui visse o che ebbe occasione di incontrare, oltre a pregare per tutti gli uomini. Cercò in ogni istante di compiere fedelmente la volontà di Dio.

             Don Álvaro è ricordato da tanti uomini e donne come una persona, un sacerdote di pace e leale al suo impegno di amore di Dio, molto unito alla Chiesa e al Romano Pontefice. Seppe servire con gioia e completa generosità san Josemaría Escrivá e i suoi fratelli, poi figli, dell'Opus Dei, i parenti, gli amici e i colleghi. Con la sua predicazione aiutò a trovare la felicità, nella fedeltà a Cristo, centinaia di migliaia di persone nei vari Paesi che visitò nei suoi viaggi pastorali.

            Mi risulta inoltre che tanti ricorrono al suo aiuto, in tante parti del mondo, per le proprie necessità personali, famigliari, professionali e per i propri amici. È voce unanime che irraggiava pace, gioia, semplicità, spirito cristiano e visione apostolica.